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  IMPIANTI FOTOVOLTAICI 
Un impianto fotovoltaico è un impianto elettrico costituito essenzialmente dall'assemblaggio di più moduli fotovoltaici, i quali sfruttano l'energia solare incidente per produrre energia elettrica mediante effetto fotovoltaico, della necessaria elettronica ed eventualmente di sistemi meccanici-automatici ad inseguimento solare.
 
Classificazione e tipologia 
Gli impianti fotovoltaici sono generalmente suddivisi in due grandi famiglie:
Ø       impianti "grid-connect": sono impianti connessi ad una rete di distribuzione esistente e gestita da terzi;
Ø       impianti "ad isola" (detti anche "stand-alone"): non sono connessi ad alcuna rete di distribuzione, per cui sfruttano direttamente sul posto l'energia elettrica prodotta.
 
 
Impianti fotovoltaici ad isola
                                                                                                                                                                                                                                                        Impianto ad isola
 
Questa famiglia è al servizio di quelle utenze elettriche isolate da altre fonti energetiche, come la rete nazionale in C.A., che si riforniscono da un impianto fotovoltaico elettricamente isolato ed autosufficiente.
I principali componenti di un impianto fotovoltaico a isola sono generalmente:
Ø       Campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole;
Ø       Regolatore di carica, deputato a stabilizzare l'energia raccolta e a gestirla all'interno del sistema;
Ø       Batteria di accumulo, costituita da una o più batterie ricaricabili opportunamente connesse (serie/parallelo) deputata/e a conservare la carica elettrica fornita dai moduli in presenza di sufficiente irraggiamento solare per permetterne un utilizzo differito da parte degli apparecchi elettrici utilizzatori.
Ø       Inverter altrimenti detto convertitore C.C./C.A., deputato a convertire la tensione continua (DC) in uscita dal pannello (solitamente 12 o 24 volt) in una tensione alternata (AC) più alta (in genere 110 o 230 volt per impianti fino a qualche kW, a 400 volt per impianti con potenze oltre i 5 kW)
Ø       Il campo fotovoltaico in genere impiegato per gli impianti ad isola è ottimizzato per una specifica tensione di sistema, valutata in fase di progettazione. Le tensioni più utilizzate sono 12 o 24 V. Conseguentemente, dato che la maggior parte dei moduli fotovoltaici utilizzati in questa tipologia di impianti ha tensioni in uscita pari a 12 o 24 V, le cosiddette stringhe elettriche che formano il campo sono costituite da pochissimi moduli, fino al limite del singolo modulo per stringa. In quest'ultimo caso, in pratica, il campo fotovoltaico è costituito da semplici paralleli elettrici tra moduli, dotati di diodi di stringa per la protezione dalle cosiddette correnti inverse di cui tratteremo più oltre.
Ø       Il regolatore di carica è un dispositivo elettronico che possiede le seguenti funzionalità minime:
Ø       sezionamento automatico del campo fotovoltaico (inteso come insieme di tutti i moduli) dalla batteria di accumulatori nel caso in cui la tensione erogata dai moduli sia inferiore a quella minima di ricarica degli accumulatori (cielo molto coperto, notte, guasti, interruzioni per manutenzioni ecc.) in questo caso i moduli si comporterebbero come dei carichi scaricando gli accumulatori;
Ø       sezionamento automatico del campo fotovoltaico dagli accumulatori in caso di ricarica completa ed eventuale bypass della corrente prodotta dai moduli in modo da inviarla direttamente all'inverter nel caso ci sia richiesta di energia da parte degli apparecchi utilizzatori;
Ø       sezionamento automatico del campo fotovoltaico dagli accumulatori in caso di scarica totale di questi ultimi (batteria ormai esaurita) ed eventuale bypass della corrente prodotta dai moduli in modo da inviarla direttamente all'inverter nel caso ci sia richiesta di energia da parte degli apparecchi utilizzatori;
Ø       L'accumulatore è in genere costituito da monoblocchi, o elementi singoli specificamente progettati per cariche e scariche profonde e cicliche. Negli impianti che devono garantire continuità di servizio anche alle più severe condizioni non sono, in genere impiegati accumulatori per uso automobilistico, che pur funzionando a dovere hanno bassa "vita utile" ossia tollerano un minor numero di cicli di carica e scarica rispetto ad accumulatori progettati e costruiti appositamente per questa tipologia di impiego. Nel caso di installazioni degli accumulatori su palo o in altezza (per es. pubblica illuminazione o lampione fotovoltaico) non possono essere utilizzati accumulatori per uso automobilistico in quanto eventuali perdite di elettrolita (che è costituito da una soluzione altamente corrosiva) persone, animali e cose potrebbero riportare seri danni. In queste installazioni si utilizzano appositi accumulatori nel quale l'elettrolita liquido è sostituito da uno speciale gel.
 
Impianti fotovoltaici connessi alla rete 
                                 
                                                                            Impianto on - grid
 
Questa famiglia identifica quelle utenze elettriche già servite dalla rete nazionale in AC, ma che immettono in rete la produzione elettrica risultante dal loro impianto fotovoltaico, opportunamente convertita in corrente alternata e sincronizzata a quella della rete, contribuendo alla cosiddetta generazione distribuita.
I principali componenti di un impianto fotovoltaico connesso alla rete sono:
Ø       campo fotovoltaico, deputato a raccogliere energia mediante moduli fotovoltaici disposti opportunamente a favore del sole;
Ø       inverter, deputato a stabilizzare l'energia raccolta, a convertirla in corrente alternata e ad iniettarla in rete;
Ø       quadristica di protezione e controllo, da situare in base alle normative vigenti tra l'inverter e la rete che questo alimenta.
Ø       componente spesso sottovalutata, i cavi di connessione, che devono presentare un'adeguata resistenza ai raggi UV ed alle temperature.
 
Caratteristiche tecniche 
 
Celle solari di un impianto fotovoltaico
 
 
La potenza nominale di un impianto fotovoltaico si misura con la somma dei valori di potenza nominale di ciascun modulo fotovoltaico di cui è composto il suo campo, e l'unità di misura è il chilowatt (simbolo: kW).
La superficie occupata da un impianto fotovoltaico è in genere poco maggiore rispetto a quella occupata dai soli moduli fotovoltaici, che richiedono, per la tecnologia policristallino e monocristallino, circa 8 m² / kW (se esposti a Sud) ai quali vanno aggiunte eventuali superfici occupate dai coni d'ombra prodotte da ostacoli tipo (camini antenne TV ecc.),se montati in modo complanare alle superficie, invece se montati in modo non complanare si deve tenere conto dell'ombra che gli stessi pannelli producono e quindi la superficie impiegata è di circa 20 m²/kW. Da osservare che ogni tipologia di cella ha un tipico ingombro superficiale, con le tecnologie a silicio amorfo oltre i 20 m²/ kW e 9 m² / kW per la tecnologia CIS. Negli impianti su terreno o tetto piano, è prassi comune distribuire geometricamente il campo su più file, opportunamente sollevate singolarmente verso il sole, in modo da massimizzare l'irraggiamento captato dai moduli. Queste file vengono stabilite per esigenze geometriche del sito di installazione e possono o meno corrispondere alle stringhe.
In entrambe le configurazioni di impianto, ad isola o connesso, l'unico componente disposto in esterni è il campo fotovoltaico, mentre regolatore, inverter e batteria sono tipicamente disposti in locali tecnici predisposti (es.shelter).
L'energia prodotta è tanto maggiore quanto più l'impianto gode di un'esposizione favorevole all'irraggiamento solare, che è funzione dell'eliofania e massima con determinati angoli di inclinazione rispetto ad un piano orizzontale al suolo e per esposizioni il più possibile verso sud.
Per massimizzare la captazione dell'irraggiamento solare si progettano e si realizzano sempre più moduli fotovoltaici ad inseguimento solare che adattano cioè l'inclinazione del pannello ricevente all'inclinazione dei raggi solari durante il giorno e la stagione.
 
Potenze
La prassi vuole che gli impianti fotovoltaici vengano suddivisi per dimensione in 3 grandi famiglie, con un occhio di riguardo soprattutto a quelli connessi alla rete:
·                    Piccoli impianti: con potenza nominale fino a 6kW
·                    Medi impianti: con potenza nominale compresa tra 6 kW e 20 kW;
·                    Grandi impianti: con potenza nominale maggiore di 20 kW.
 
 
Radiazione Solare Italia
Dimensionamento 
Nell'ambito della progettazione, il dimensionamento dell'impianto si fa usualmente tenendo in conto della potenza desiderata o necessaria a coprire un certo fabbisogno nonché delle condizioni di insolazione del posto di installazione strettamente dipendenti dall'eliofania del posto a sua volta dipendente principalmente dalla latitudine, dall'esposizione, inclinazione e superficie disponibile del tetto (per impianti domestici), dalle condizioni medie di nuvolosità, dalle perdite (efficienza) dell'inverter: da tutti questi fattori si risale alla misura della superficie di panelli fotovoltaici necessaria a soddisfare le specifiche di impianto in termini di potenza richiesta.
In altre circostanze il dimensionamento può non essere necessario qualora si voglia sfruttare comunque l'intera superficie a disposizione per produrre il massimo di energia elettrica possibile. In tutti i casi risulta necessaria una valutazione o studio di fattibilità economica che valuti la realizzabilità tecnica e la convenienza economica ovvero costi e ritorni dell'investimento in base all'energia elettrica annuale stimata prodotta e ai tempi inevitabili di dismissione dell'impianto .
  GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI DOPO IL V° CONTO ENERGIA  

 

IL Decreto Legge n.83 del 22 giugno del 2012 “Misure urgenti per il rilancio dell’economia” ha esteso la misura della detrazione fiscale dal 36% al 50% per le spese sostenute per “Ristrutturazione Edile” entro il 30 Giugno 2013, ed ha raddoppiato limite massimo di spesa detraibile fino a 96.000 € per unità immobiliare. Il decreto legge 63 del 4 giugno 2013 (entrato in vigore il 6 giugno 2013) ha prorogato i termini per l’applicazione della detrazione irpef del 50% fino al 31/12/2013.
Con l'approvazione della Legge di Stabilità 2014, le detrazioni fiscali sono state prorogate per tutto il 2014.
La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 03 Aprile 2013 ha stabilito la possibilità di detrarre il 50% anche dalle spese sostenute per la realizzazione di impianti fotovoltaici di potenza inferiore a 20 kW purché a servizio di utenze domestiche.
Riassumendo quanto sopra detto, si po’ affermare che le attuali leggi permettono, alle persone fisiche, di potere realizzare, a servizio della propria abitazione, un impianto fotovoltaico e di potere trattenere il 50 % del suo costo in 10 rate dalle tasse dovute ( una rata l’anno).
 
Ciò comporta che ogni singolo impianto, aventi caratteristiche tali per accedere agli sgravi, gode:
·   di un 50% di sconto in dieci anni sotto forma di sgravio fiscale;
·   dei benefici dovuti all’utilizzo dell’energia prodotta e contestualmente consumata a discapito della bolletta Enel;
·   dei benefici economici dovuti alla possibilità, contrariamente a quanto previsto dal “Conto Energia”, di potere valorizzare l’energia prodotta e non contestualmente consumata per mezzo della convenzione di “Scambio sul Posto” con il Gestore dei servizi Energetici. Con lo scambio sul posto, l'energia prodotta e non immediatamente consumata è ceduta al Gse, quella prelevata dalla rete (la notte, ad esempio) viene acquistata dai venditori di energia con le regole che valgono per tutti, e viene gravata dagli usuali oneri per il transito sulla rete e dagli oneri di sistema, costituiti principalmente dal fabbisogno finanziario necessario all'erogazione degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate. Il Gse provvede poi a pagare al produttore l'energia immessa nella rete ai valori di mercato. In più, sull'energia scambiata restituisce quasi tutti gli oneri per il transito sulla rete e gli oneri di sistema, che sono stati pagati dall'interessato sull'energia prelevata.
 
Alla luce dei benefici fin ora narrati è intuibile come l’installazione di un impianto fotovoltaico sia estremamente vantaggioso anche in assenza di un sistema incentivante, si riporta di seguito un esempio tipico:
Al costo di mercato attuale un impianto PV da 3 kW è quotato circa 6.300,00÷6.500,00 oltre Iva in ragione del 10%, simulando la redditività di detto impianto alle ns. latitudini e presupponendo i consumi medi nelle varie fasce tariffarie di una famiglia di 4 persone , a conti fatti otteniamo che l’impianto si ripaga da solo in 8 – 9 anni cioè in un periodo pari o in certi casi a migliore di quello che si otteneva con l’apporto dei contributi incentivanti del “V Conto Energia”, oltretutto con il vantaggio di un iter burocratico più leggero.

Và comunque ricordato che per potere beneficiare al massimo dei vantagi dovuti agli sgravi fiscali del 50 % occorre avere un reddito sufficiente a coprire tali detrazioni, praticamente l’importo delle imposte da pagare dovrà essere pari o  superiore all’importo della rata da detrarre in quanto la differenza non potrà essere portata come credito (la detrazione potrà essere al massimo pari all’importo dovuto e la differenza non potrà essere portata a credito o rimborsabile).

  A CHI SONO DESTINATE LE DETRAZIONI E COME OTTENERLE 

 Possono usufruire delle detrazioni  :

·         Proprietario dell’immobile oggetto dell’intervento;

·         Il titolare di un diritto quale: usufruttario, nudo proprietario;

·          comodatario, inquilino;

·         Soci di coperative  divise o indivise

·         Soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir, che producono redditi in forma associata

(società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi

equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori

individuali. *

·         Imprenditori  individuali *

 

*Solo per gli immobili che non rientrano fra quelli strumentali o merce.

 

 

 

Ha diritto alla detrazione anche il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento, purché sostenga le spese e siano a lui intestati  bonifici e fatture. In questo caso, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.

 

Sono definiti familiari, ai sensi dell’art. 5 del Testo unico delle imposte sui redditi, il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.

 

Se è stato stipulato un contratto preliminare di vendita (compromesso), l’acquirente dell’immobile ha diritto all’agevolazione se:

·         è stato immesso nel possesso dell’immobile

·         esegue gli interventi a proprio carico

·         è stato registrato il compromesso.

 

Può richiedere la detrazione anche chi esegue in proprio i lavori sull’immobile, limitatamente alle spese di acquisto dei materiali utilizzati.

 

Per Richiedere la detrazione fiscale l’iter è il seguente:

 

Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati, negli ultimi anni, semplificati e ridotti.  In particolare, dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara dell’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori. E’ sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi  dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.  Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel  provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.  In particolare, oltre ai documenti  indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il contribuente deve essere in possesso di:

 

·         comunicazione al Comune di appartenenza dell’inizio lavori di manutenzione ordinaria con specificazioni su tipologia di intervento ed aree coinvolte;

·         domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)

·         ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta

·         delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese

·         dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi

·         abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

 

Comunicazione all’Azienda sanitaria locale

Deve essere inviata all’Azienda sanitaria locale competente per territorio una comunicazione (con raccomandata A.R. o altre modalità stabilite dalla Regione) con le seguenti informazioni:

·         generalità del committente dei lavori e ubicazione degli stessi

·          natura dell’intervento da realizzare  

·          dati identificativi dell’impresa esecutrice dei lavori con esplicita assunzione di responsabilità, da parte della medesima, in ordine al rispetto degli obblighi posti dalla vigente normativa in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione

·         data di inizio dell’intervento di recupero.

La comunicazione non deve essere effettuata in tutti i casi in cui i decreti legislativi  relativi alle condizioni di sicurezza nei cantieri non prevedono l’obbligo della notifica preliminare all’Asl.

 

Pagamento mediante bonifico

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale, da cui risultino:

·         causale del versamento

·         codice fiscale del soggetto che paga

·         codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Le spese che non è possibile pagare con bonifico (per esempio, oneri di urbanizzazione, diritti pagati per concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori, ritenute fiscali sugli onorari dei professionisti, imposte di bollo) possono essere pagate con altre modalità.

 

Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa, e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale. Se il bonifico contiene l’indicazione del codice fiscale del solo soggetto che fino al 13 maggio 2011 era obbligato a presentare il modulo di comunicazione al Centro operativo di Pescara, gli altri aventi diritto, per ottenere la detrazione, devono riportare in un apposito spazio della dichiarazione dei redditi il codice fiscale indicato sul bonifico.

 

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali, oltre al codice fiscale del  condominio è necessario indicare quello dell’amministratore o di altro condomino che effettua il pagamento.

 

Ritenuta sui bonifici

Al momento del pagamento del bonifico, banche e poste devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori.  Dal 6 luglio 2011 (data di entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011) questa ritenuta è pari al 4%. Con la circolare n. 40 del 28 luglio 2010 l’Agenzia delle Entrate ha fornito le istruzioni operative in merito all’applicazione di questo adempimento.  

Con riferimento alle spese sostenute in favore dei Comuni, se il contribuente paga con bonifico, pur non essendo tenuto a tale forma di versamento, deve indicare nella motivazione del pagamento il Comune, come soggetto beneficiario e la causale del  versamento (per esempio, oneri di urbanizzazione, Tosap, eccetera). In questo modo, la banca o Poste Spa non codificano il versamento come importo soggetto a ritenuta (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 3/E del 4 gennaio 2011).

 

Altri adempimenti

I contribuenti interessati devono conservare, oltre alla ricevuta del bonifico, le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

Questi documenti, che devono essere intestati alle persone che fruiscono della detrazione, potrebbero essere richiesti, infatti, dagli uffici finanziari che controllano le loro dichiarazioni dei redditi.

Per gli interventi realizzati sulle parti comuni condominiali il contribuente, in luogo di tutta la documentazione prevista, può utilizzare una certificazione rilasciata dall’amministratore del condominio, in cui lo stesso attesti di avere adempiuto a tutti gli obblighi previsti e indichi la somma di cui il contribuente può tenere conto ai fini della detrazione.

 

Come si può perdere la detrazione

La detrazione non è riconosciuta, e l’importo eventualmente fruito viene recuperato dagli uffici, quando:

·         non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria

·         il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste (causale del  versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, numero di partita Iva o codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato)

·         non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate

·         non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione

·         le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie

·         comunali

  • sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non decade dal diritto all’agevolazione se è in possesso della dichiarazione di osservanza delle suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori (ai sensi del Dpr 28 dicembre 2000, n. 445). 

  MODALITA' DI POSIZIONAMENTO PANNELLI SUGLI EDIFICI 

 

Ai fini dell'ottenimento del permesso comunale per l'installazione dell'impianto fotovoltaico su edificio e per configurare l'intervento come manutenzione ordinaria ,là dove non sono presenti vincoli di altro genere,  i moduli devono posizionarsi su un edificio così come definito dall’art. 1, comma 1, lettera 2), del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412 e successive modificazioni, e ricadente in una delle categorie di cui all’articolo 3 del medesimo decreto secondo le seguenti modalità:

 

1

Moduli fotovoltaici installati su tetti piani ovvero su coperture con pendenze fino a 5°

Qualora sia presente una balaustra perimetrale, la quota massima, riferita all’asse mediano dei moduli fotovoltaici, deve risultare non superiore all’altezza minima della stessa balaustra. Qualora non sia presente una balaustra perimetrale l’altezza massima dei moduli rispetto al piano non deve superare i 30 cm.

2

Moduli fotovoltaici installati su tetti a falda

I moduli devono essere installati in modo complanare alla superficie del tetto con o senza sostituzione della medesima superficie.

3

Moduli fotovoltaici installati su tetti aventi caratteristiche diverse da quelli di cui ai punti 1 e 2

I moduli devono essere installati in modo complanare al piano tangente o ai piani tangenti del tetto, con una tolleranza di più o meno 10 gradi

4

Moduli fotovoltaici installati in qualità di frangisole

I moduli sono collegati alla facciata al fine di produrre ombreggiamento e schermatura di superfici trasparenti

  S.EL.F. Solar - Firenze 

  • Realizzazione impianto fotovoltaico kWp 515,89 sopra tetto a shed  Grande Migliore di    Palermo;
  • Realizzazione impianto fotovoltaico kWp 59,11 sopra tetto a falde Arredo Verde di Palermo;
  Green Power Solution Termini Imerese Srl - Gruppo IMAM AMBIENTE  

 

 

  • Realizzazione di impianto fotovoltaico da kWp 463,68  realizzato in due sezioni : una sulle falde del capannone ed una a terra. Impianto installato presso lo stabilimento industriale  ex IMAM nella Zona Industriale di Termini Imerese.
  Abitazione Privata - Palermo 
  • Realizzazione di impianto fotovoltaico da kWp 19,20 su pergola in acciao zincato a caldo.

  

  Abitazione Privata - Palermo 
  • Realizzazione di impianto fotovoltaico da  kWp 12,96 su pergola in legno lamellare.

    

  Abitazioni private in residence - Baida - Palermo 

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  • Impianti fotovoltaici su falda da kWp 2,59 e n.2  da kWp 2.96 .

           

  ENCUBE - Palermo 

 - Realizzazione, presso impianti di depurazione, di proprietà dell'AMAP,  di impianti  Stand - Alone per l'alimentazione di pluviometri compresa la realizzazione dell'infrastruttura di acquisizione e trasmissione dei dati rilevati .

Via Anselmo D’Aosta, 1

90146 - PALERMO

info@sepsrl.eu